Bergamo Alta, via Gombito 22

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Nel 1964, nel cuore di Bergamo Alta, in un edificio ristrutturato del 1600, iniziava all’Agnello d’Oro l’avventura di Pino Capozzi, persona eclettica ed intraprendente, con l’amore per gli alberghi e la passione per la buona cucina.

Passando attraverso l’arte in molte delle sue sfumature, il locale è tutt’ora caratterizzato da piatti decorati, quadri e paioli antichi che personalizzano l’ambiente. Come un piccolo grattacielo dell’epoca, le venti camere, alcune affacciate su piazzetta S.Pancrazio con la suggestiva fontana del Quattrocento, sono arredate con colore e semplicità e rappresentano la scelta ideale per un soggiorno d’altri tempi. Nonostante il passare del tempo, l’Agnello d’Oro non ha perso lo spirito della locanda: come una volta, in un contesto familiare il locale offre ospitalità e cucina tradizionale bergamasca per un binomio di sicuro effetto. Dai “casonsèi” al “risotto al profumo di bosco”, dallo “stracotto di manzo al Valcalepio” alla “loanghina con polenta taragna”, il comune denominatore è il rispetto della tradizione e l’amore per la genuinità delle materie prime. E tradizione significa preparare le folade artigianalmente e seguire la ricetta originale per i casonsèi, fatti esclusivamente a mano. Qui nasce il “Risotto alla Bergamasca”, idea nata dall’esigenza di far conoscere e valorizzare i prodotti locali come il Taleggio D.O.P. ed il Valcalepio bianco utilizzati nella preparazione della ricetta. A 50 anni dall’apertura l’Agnello d’Oro si conferma come locale in cui trascorrere un piacevole soggiorno in un contesto storico e assaporare le delizie del territorio. Dopo anni di lavoro fianco a fianco, il figlio Massimo continua la tradizione con lo stesso spirito che animò la famiglia nei primi anni sessanta.